Io, Dio o lo Stato?

Chi può decidere della mia vita? Io, Dio o lo Stato?
Se non fossi più capace di intendere e di volere, se fossi incosciente, chi può decidere per me? Qualcuno che ho “delegato” per questo? Un caro amico? Un parente? E se non avessi “delegato” nessuno chi può decidere? Qualcuno che mi ha cresciuto, mi ha conosciuto nella mia vita cosciente, che mi ha seguito per 17 anni nella mia vita incosciente*? Oppure può deciderlo il Presidente del Consiglio o qualche ministro, cioè qualche ipocrita che in questi mesi ha soltanto lasciato passare il tempo occupandosi dei propri affari e che ora, ormai quasi fuori tempo massimo, vuole imporsi sulla scelta di un giudice che non fa altro che interpretare la volontà di una paziente, attraverso quella di un padre?

Ora parla di approvare una legge, dice di aspettare ancora un po’, per averne il tempo… ma che cosa hanno fatto in tutto questo tempo?
Ora si accorge ora che c’è bisogno di una legge! ORA! Mi domando poi che legge abbia in mente… se è del tenore del suo decreto ho paura…

E poi è lui che parla di “una cultura della libertà ed un’altra dello Stato che prevale sui cittadini”.

Quell’uomo non mi ha mai fatto così schifo!

* Tecnicamente non si può chiamarla “morte”, ma chiamarla semplicemente “vita” come un Formigoni qualsiasi è veramente troppo. E comunque non è questo il punto, il punto è che se io fossi in quella situazione vorrei che mi si “staccasse la spina” e, soprattutto, vorrei che chi mi vuole bene rispettasse la mia volontà! Ne devo avere il diritto! E questo che Beppino Englaro sta cercando di fare in tutti i modi, ed è lo stesso che farei io per un amico o un parente, se fossi sicuro che è quello il suo volere. Chi non lo facesse sarebbe il vero egoista.

Ma non chiamiamoli fascisti, per carità!

Nell’ultimo post parlavo di una canzone “scomoda”, per non dire idiota, e condividevo le proteste che aveva provocato. Mai però ho pensato che dovesse essere in qualche modo censurata… la libertà di esperssione deve essere sempre garantita come lo deve essere la libertà di critica.

E’ questa forse la sottile differenza che qualche (neo)fascista non comprende, altrimenti non riesco a spiegarmi come qualcuno possa ideare una legge “contro la pedofilia culturale” e convocare Gino Paoli.

Ha ragione Luca Sofri, presto proibiranno anche Lolita.

C’è un passo della Mussolini che mi lascia basito e che mi porta a pensare che, ben presto, la censura sarà molto più estesa:

“In questo senso ho già effettuato una segnalazione a proposito della pubblicità della Renault Twingo con protagonista un travestito. Non si possono far vedere cose del genere ai bambini perché non le capiscono. Anche mia figlia mi ha chiesto spiegazioni al riguardo. Occorre fare attenzione a ciò che si trasmette con la pubblicità perché questa ti porta a normalizzare cose che tanto normali non sono”.

Non guardo molta tv, ma credo che la pubblicità sia questa.

Per carità, non diciamo ai bambini che esistono i travestiti… poi bisognerebbe mandarli in cura da Povia…
Quando da piccolo vedevo in prima serata Leo Gullotta vestito da donna la mia sessualità vacillava sempre. Chissà come ho fatto a rimanere eterosessuale… deve essere stata una benedizione divina!

Da qui allo psicoreato il passo è breve… in 4 anni ce la possono fare.

“Katia all’Istruzione mica ce sfigura”

Girovagando sono capitato su questo vecchio post di Daria Bignardi.
Tutto nasce da un equivoco, ma cazzo, se ritieni che “Katia all’Istruzione mica ce sfigura” posso solo darti dell’imbecille (per essere gentile). Il minimo che mi posso augurare è che quella “simpatica signora” smarrisca la scheda elettorale. Per sempre!
Ho tanta paura per il futuro… ed è la mia parte ottimista che parla!

Gente seria

Prima Paragone, il vice direttore di Libero, al Tg3 Linea Notte sminuiva la battuta di Berlusconi su Obama e annunciava che sul numero di Libero di domani il titolo di testa sarà qualcosa come: “Abbronzato? Embè?!”. Ha tirato fuori il fatto che, se si vuole parlare di “razzismo strisciante” altri hanno detto o fatto cose peggiori, tra cui anche lo stesso Obama. E ha tirato fuori qualche esempio.

Obama ha detto che “se metti il rossetto a un maiale, rimane sempre un maiale” in riferimento alla Palin. In seguito lei si è definita un bulldog col rossetto. In Italia dare del maiale con il rossetto a qualcuno potrà sembrare un insulto pesante, ma in America questo è semplicemente un proverbio, Obama non voleva dare del maiale a nessuno, ma semplicemente dire che se un libro fa schifo… fa schifo anche se gli metti una bella copertina.

Oppure la Clinton che ha scurito la faccia di Obama in un suo spot, durante le primarie.

Oppure un certo reverendo che di Obama ha detto: “Guarda i neri dall’alto al basso: gli taglierei le palle”.

Direi che paragone non ha notato una leggerissima differenza tra questi esempi e la battuta infelice di Berlusconi. Gli esempi che ha fatto sono riferiti ad “avversari”, mentre Berlusconi non vuole per niente essere avversario di Obama, anzi.
E’ come paragonare gli insulti di un nemico agli insulti di un amico. I primi sono prevedibili, i secondi (teoricamente) rari.

Comunque, per quanto non sopporti minimamente Berlusconi, sicuramente non voleva fare una battuta razzista. Si è semplicemente dimostrato l’imbecille che è, non ha ancora capito che la Presidenza del Consiglio non è il Bagaglino. E’ come uno che, involontariamente e in buona fede, dà del lei a un italiano, ma da del tu a uno straniero. Uno che straparla e non se ne rende conto. Berlusconi è come un amico che si diverte raccontandoti della sua super cagata che ha fatto la mattina… mentre siete a un funerale. L’ennesima dimostrazione che noi italiani eleggiamo gente seria… e nuova.

I cattolici praticanti non esistono

Ecco… dopo l’ultima uscita del Papa sulla contraccezione questo ho pensato: i cattolici praticanti, praticamente, non esistono.

Una volta un mio amico cattolico e praticante mi disse più o meno, in riferimento a chi non andava a messa la domenica: «Vedi, secondo me non puoi essere “cattolico non praticante” è come dire “vegetariano non praticante”». Direi che il ragionamento non fa una piega, peccato che neanche il suddetto amico, tecnicamente, poteva definirsi praticante, proprio per la nuova (nuova?) uscita di Ratzinger.

La cosa che ha detto il Papa in realtà è nota e stranota e, francamente, non mi colpisce più di tanto: si sa come la pensa la Chiesa. Il problema, però, è come la pensano i cattolici (o quelli che si definiscono tali).
Quanti seguono questo precetto? Si potrà dire che, comunque, chi lo infrange poi magari si confessa. Ok, ammettiamo anche questo, ma chi si confessa deve pentirsi (ho fatto un po’ di catechismo anch’io miei cari) se no non vale… e quanti ce ne sono che usano i contraccettivi, si confessano e, sopratutto, si pentono? Credo si possano contare sulle dita di una mano monca.

Insomma, chi l’ha detto che uno che non va a messa è non praticante, mentre uno che usa i contraccettivi lo è? Troppo comodo scegliere le regole da non seguire. “Si… sono vegetariano, mangio carne solo 5 giorni alla settimana”.
Ben inteso, ognuno segue le regole che vuole… però almeno definitevi per quello che siete.

Quindi, dico a tutti i cattolici: miei cari se vi definite cattolici dovete rispettare tutti i precetti che dice quel signore (o almeno pentirvi veramente se non lo fate) altrimenti, molto semplicemente, NON siete cattolici, perché la Chiesa non è democratica e il Vaticano non è una Repubblica (il Papa non viene eletto a suffragio universale… e poi le cariche a vita quando mai sono state democratiche?). Quindi se sei credente e cattolico non puoi mica criticare quello che fa o dice il Papa… quello che dice il re è sacro.
Le regole ci sono e non le decidete voi. E questa è una delle (loro? sue?) regole, la principale.
O segui le regole del re o non riconosci il re come tale. Punto.

Ecco perché io cattolico non lo sono, proprio per niente.