In questa serata senza musica (ho dimenticato a casa gli auricolari) ho trovato un passatempo alternativo: il blog di Giuliano “Giulianone(*)” Ferrara.
Ahhh… beh beh… adesso mi manca quello di Sandro Bondi e poi ho finito la collezione degli ex pagan-laicisti-comunisti convertiti al cattolicesimo… di quelli duri e puri poi!
Il suo post del 3 dicembre, Salvati con il preservativo: l’enciclica di Livia, è quantomeno illuminante.
Leggetevelo bene, se non avete proprio niente di meglio da fare.
Io ho talmente poco di meglio da fare che l’ho letto tutto… e ora lo commento pure…
Salvati con il preservativo: l’enciclica di Livia
Scritto da GIULIANO FERRARA Il 03/12/2007
Salvati con il preservativo: l’enciclica di Livia. D’accordo, se faccio sesso a cazzo di cane rischio di ammalarmi. Una volta era la sifilide, adesso è l’Aids. Il governo (Livia Turco, ministro della salute) intende proteggermi. Commissiona uno spot alla signora cultura (Francesca Archibugi, regista). E che dice lo spot? Potrebbe dire, con Agostino: Ama (dilige), e fa’ ciò che vuoi. O con Jane Austen: Cercati un marito o una moglie, un compagno o una compagna, concepisci una creatura umana, ama, educa, educati e divertiti. O con Kakà: La castità è una scelta libera e possibile. Ma no, è troppo semplice. Sa di parrocchia. Che cosa volete che sia la salvezza, magari la speranza, di fronte al problema della salute? Ecco dunque la soluzione: Mettiti un preservativo, fagli mettere un preservativo. Il ministero suggerisce «un amore senza rischi», proprio così. L’amore con l’air bag. L’amore con la gomma. Un sesso tecnico. Un altro capitolo del progetto Orgasmus. (1)
Poi si lamentano degli stupri, della solitudine, della violenza, dell’indifferenza, queste donne moderne sull’orlo di una crisi di coscienza. (2) La concupiscenza a loro va bene, tutto bene benissimo, e deve esercitarsi al riparo da ogni senso del peccato, parola desueta e insignificante, poco laica. Basta che sia protetta da un palloncino. Mettitelo, e fa’ ciò che vuoi. Eviti il rischio di pensare a quel che fai, il rischio di fare un bambino o una bambina, il rischio di entrare o accogliere liberamente l’altro, il rischio dell’amore rischioso che implica qualcosa, il rischio della nudità. (3) Il ministero potrebbe anche dire, via spot: Sta’ attento, sta’ attenta, il sesso casuale è una ginnastica pericolosa, il corpo libero comporta conseguenze spesso incontrollabili. In mancanza di Paolo e Francesca, la bocca mi baciò tutto tremante, si può supplire con una bella foto di Amanda e Raffaele. Un richiamo rozzo alla responsabilità. Rozzo ma efficace, no? Ma questo è terrorismo moralistico, si dirà (4). Siamo fuori del senso comune, si dirà. Invece è la perfezione del senso e del luogo comune l’idea che lo stato ti suggerisca di vestire di gomma il pisello, trattandoti come un bambino scemo, incapace di subordinare gli istinti o i talenti alla ragione (5). I preservativi ci sono. Son stati inventati e sono alla portata di tutti. Gli amanti vedranno che cosa farne. Decideranno loro, caso per caso. Ma chi decide per tutti, chi fa cultura e controcultura, chi ci insegna ogni giorno che lo stato è laico, non sopporta ideologie e invadenze religiose, quale diritto ha di fare propaganda alla cosa più schifosa che sia mai stata inventata, che non è il profilattico o la libera scelta se usarlo o no, ma l’amore profilattico, il sesso senza rischi? (6)
«Un messaggio culturale di rispetto per se stessi e per gli altri», dice il ministro. E uno pensa: adesso fa uno spot per dire: Giovanotto, fatti un cuore intrepido e impara ad amare, studiati la questione del piacere, fatti gli occhi giusti per il desiderio, agisci con grazia ché poi c’è il giudizio (come dice il Papa dal buio profondo del medioevo, così lontano dalla luce immensa che illumina la Archibugi). (7) No invece, il rispetto è tecnicamente realizzabile così: Srotola un palloncino colorato, e fa’ sesso a coriandolo, come ti capita ma in sicurezza, al riparo da ogni evenienza. Chiaro che poi ci sta bene anche la tolleranza per l’aborto («Vorrei tanto abortire ma non riesco a rimanere incinta» - Sara Silberman), e tanta morfina per una bella eutanasia amorevolmente assistita. (8) Se lo stato è il pronto soccorso del desiderio regolato dall’istinto, se è il farmacista della fregola, se moraleggia a vanvera e controassicura con la gomma il formidabile gesto dell’amore, dove troverò la forza.
(1) Oh… beh… per la salvezza non vedo dove sia il problema… se il regno dei cieli è aperto anche agli ex comunisti filo palestinesi e ora forzisti (o popolodellalibertaristi), vuoi che non sia aperto anche per qualche pentito 70enne, con una cavalcante andropausa, che da giovane di divertiva a usare i palloncini, non solo per i festoni? Quelli che invece si sono presi l’aids facendo sesso non protetto… possono sempre pentirsi in punto di morte.
(2) E’ vero, gli stupri è i preservativi sono due cose strettamente collegate. E’ noto come gli stupratori ne siano dei grandi consumatori.
(3) Il rischio di fare un bambino? Sicuro che si può dire? Non è peccato associare “rischio” con “bambino”? I figli sono sempre un dono di Dio, anche quelli non voluti… però se Dio non riesce neanche a bucare un pezzo di gomma, ho seri dubbi sui suoi poteri. Io credo che “evitare il rischio di pensare a quello che fai” sarebbe stato più adatto riferito a chi il preservativo non lo usa… ma del resto Giuliano è intelligente, senza dubbio più di me.
(4) Qui ci hai azzeccato del tutto. Questo è terrorismo moralistico. Ma allora su qualcosa siamo d’accordo.
(5) E io che credevo che essere informati impedisse di essere scemi… e invece è proprio vero, lo stato ci tratta come dei bambini scemi… come sui pacchetti di sigarette c’è scritto “Nuoce gravemente alla salute”, sulle confezioni di preservativi dovrebbero scrivere “Nuoce gravemente al tuo aldilà (ma ricorda che c’è sempre la confessione)”. Quella della Turco è proprio disinformazione…
(6) Propaganda? Io la chiamerei informazione… quella ci vuole per non essere trattati da scemi.
(7) Ecco… questa, invece, sarebbe propaganda. Si vede che non ci capiamo… E per quella, appunto, c’è il Papa… ognuno i suoi ruoli. Lo stato si occupa della salute fisica, il Papa si occupa della saluta della anima. Basterebbe averne una, io penso, ma questi sono punti di vista. Ma scusa, lo stato non ti “moralizza” e il Papa non ti parla di preservativi. Mi pare più che logico. Ce lo vedi il Papa che ti consiglia di usare il preservativo? E magari ti dice pure dove comprarlo? Non avrebbe senso… già i suoi fedeli sanno dove andare a comprarli.
(8) E’ vero… scusa Ferrara, il mio corpo non appartiene a me ma a Dio. Quindi è giusto che non possa farne ciò che voglio… tutto il mio corpo, quindi pure il mio cazzo. Gommarmi il cazzo… che follia laica… o laicista? Domani cerco il post dove mi spieghi la differenza, se c’è.
(*) Questa non la spiego, magari state mangiando. Quei pochi che la possono capire, la capiranno.