Cadono le foglie…
… di fico.
… di fico.
Leggo dal sito di Repubblica:
Udeur: “Su di noi ignobili pressioni e concussioni politiche”
Mi viene da dire: “Chi la fa l’aspetti”.
Povero Mastella e Udeur tutto. Concussioni a loro? Concussioni politiche? Poverini.
Sarebbe stato più bello: “Su di noi ignobili pressioni e concussioni politiche. Vogliono insegnarci il mestiere?!”
Che palle questi di estremo centro…
Ma perché i cosiddetti estremisti sono sempre o di destra o di sinistra? Ma chi lo ha detto? Non capisco… se sei favorevole ai matrimoni gay sei un estremista che vuole distruggere la famiglia. Se usi il cilicio sei un moderato di centro. Se ti sembra che “Sapienza e Papa” non siano proprio due cose che vanno d’accordo e lo vuoi liberamente manifestare, sei un censore. Se ti cagi addosso perché hai paura di essere sbeffeggiato e fischiato, invece di essere osannato e applaudito da gente fedele e commossa mentre blateri da un balcone, sei il Papa. Mah…
Vabbè, non ho nulla di originale da dire che non sia già stato detto da gente più capace di me, ma è da 20 giorni che non scrivo e un post prima dell’avvento del nuovo governo lo volevo fare. Magari il prossimo sarà un bel governo di estremo centro. Tra qualche mese rimpiangerò Prodi. Rimpiangere Prodi… c’è qualcosa di più triste?
Si, Elio Vito che pronuncia un bellissimo discorso alla camera, accanto ad un compiaciuto Berlusconi. Mi mancava, come la muffa sul muro.
Qualcuno ha voluto che ogni 365 giorni si chiuda una porta e se ne riapra un’altra. E che questo avvenga il primo gennaio. Tutto in senso figurato… come la pubblicità che si intromette tra una scena e l’altra. E’ necessaria, te la chiede il network: tu sei lo sceneggiatore e ce la devi fare entrare. Se però la tua serie la mandano sulle reti Mediaset la pubblicità la infilano un po’ dove cazzo gli pare, alla faccia tua e dei tuoi sforzi.
L’ultimo dell’anno per me è sempre stato così, come la pubblicità di Italia 1: sempre inappropriata e inutile, messa li perché bisogna mettercela e non sei tu quello che ce la vuole mettere. Spezza le frasi a metà e se ne fotte degli sforzi dello sceneggiatore e della narrazione… dico io, ce n’è bisogno? I festeggiamenti del 31 sono lo stesso… tra il prima e il dopo non cambia nulla, ma cascano li inevitabilmente e non ci puoi fare niente.
Ci penso e ci ripenso ma non mi viene di scrivere propositi o annotare eventi. Non che non ci siano stati momenti significativi nell’anno passato, tutt’altro. Ma questo non è proprio il momento (e forse neanche il luogo) per parlarne. Almeno per me.
Credo che il “mio anno” finisca idealmente con la fine dell’estate. Deve essere qualcosa che viene dalla mia vita studentesca… il mio orologio è sincronizzato con la scuola, anche se ho smesso da un pezzo di frequentarla. E’ quello il momento che per me fa da sparti acque e scandisce il tempo che passa… la pubblicità la metterei li.