Orwell Diares

Non è una notizia proprio fresca.
Il 9 agosto del 1938 George Orwell iniziò a tenere un diario. Cinquant’anni dopo la Orwell Prize decide di pubblicare questo diario sotto forma di blog. Essendo Orwell l’autore di due tra i miei libri preferiti (”La fattoria degli animali” e “1984″) mi sembrava doveroso dedicargli almeno due righe.
Qui c’è il blog e qui un articolo del Corriere.

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Sono iscritto al fan club dei Rem da qualche anno. Ti arriva qualche news letter ogni tanto, agevolazioni sui biglietti e un cd a Natale. Niente di che… ma ormai è una prassi, ci sono affezionato e la spesa d’iscrizione è molto bassa.
Da due anni a questa parte era possibile rinnovare l’iscrizione dal loro sito usando la poste pay. Da quest’anno, non so perché, non accettano più i pagamenti con le carte di credito ricaricabili, quindi per rinnovare l’iscrizione sono dovuto tornare alle vecchie maniere, un po’ spartane e forse non del tutto legali: i soldi in una busta.
Scrivi un lettera, la metti in una busta con 12 $ e la spedisci al fan club. In mancanza di una carta di credito questo è il metodo più semplice ed economico, anche se non proprio sicurissimo… ma visto il cambio forte anche se vanno persi non è un dramma.
La cosa seccante, almeno per me, di tutta sta manfrina è andare a farsi cambiare 12 $ alla banca… prima di 2 anni fa lo facevo e non ho avuto grossi problemi.
Il fatto è che è un po’ bizzarro chiedere una somma così irrisoria… la prima volta chiesi alle poste se si poteva fare un vaglia e quella giustamente mi fa: “guarda… non te lo dovrei dire, ma per così poco non vale la spesa… li spedisci in una busta e via”.

Primo tentativo: Poste Italiane

“Salve… mi servirebbero 12 $ in contanti”
“Ok, li mando a prendere nel caveau”
“Grazie”


“Mi dispiace… ma i tagli da un dollaro non li abbiamo…”
“15 $?”
“No… il taglio più piccolo è da 10, ma li posso ordinare quelli da 5…”
“No… fa nulla… non si preoccupi… capisco che la mia richiesta è un po’ strana :)”

Secondo tentativo: banca medio grande

“Salve, mi servirebbero 12 $”
“Ah… li dovrebbe avere lui… Hei Tizio, li hai 12 $?”
“No mi dispiace… ce li hanno dati solo in tagli da 100 $”
“Ok. Grazie lo stesso”

Terzo tentativo: banca grande con guardia all’ingresso… che mette una certa soggezione.

“Bla bla bla 12 $?”
“No… non teniamo tagli così piccoli…”
“E 15 $?”
“Eh… ma poi non è che ti posso tagliare i 5 $ a metà…” (non l’ho capita)
“Si… ok… ma il taglio più piccolo che avete qual’è?”
“Hei Caio… qual’è il taglio più piccolo che abbiamo in dollari…” (farfugli incomprensibili) “5 $”
“Ok… allora… ne prendo 25$” (12+12=24 arrotondo a 25 e mi faccio 2 anni di iscrizione)
“Ma tu sei cliente di questa banca?”
“No.”
“Eeehh… allora…”
“Ma pago in contanti…”
“Allora ti registro”
“Ok…”
“Hai un documento?”
“Si”. Gli do il documento.
“Ma non sei di qui… sei di passaggio?”
“No studio qua…”
“Codice Fiscale”
Gli do il codice fiscale e inizia a pigiare sui tasti…
“Che stuidi?”
“Bla bla”
“Torni a casa i week end?”
“Bla bla.”
“Dove abiti?”
“Bla bla…”
“Ah, ho capito… le Vigne…”
“Bla bla”
“Ti trovi bene?”
“Bla bla”
“Bla bla?”
“Bla bla.”
“Bla bla?”
“Bla bla”


“Bla bla?” (*)
“Si stamattina… il mio intestino è abbastanza regolare”
Finisce con l’intervista, metto quelle due o tre firme su altrettanti fogli, neanche avessi comprato una fabbrica in Cina, e finalmente sono registrato.
“Ok, ora sei nel “cervellone” questo è il tuo codice se vai una nostra filiale a Fano, Ancona… bla bla… dai questo codice… bla bla bla”
Dopo tutta questa bella chiacchierata da accalappia clienti, pago e mi da sti benedetti 25 $.
“Ecco… ma fai un viaggio?”(**)
“Ehhh… no… mi servono per…” Ecco, la domanda che proprio non volevo. Sono consapevole che è un po’ strano farsi cambiare così pochi soldi… ma chi c’ha voglia di spiegare tutto… fortunatamente mi ferma subito.
“Ahh… ok… non ti preoccupare, lascia stare…siamo apposto così… buona giornata”
“Arrivederci”

(*) Ok… questo non me lo ha chiesto veramente…
(**) Questo si invece. Certo, vado 15 giorni a New York. Mi porto tutti questi contanti perché sono un vero vizioso.

Minimo sindacale

Un post al mese… dovrebbe essere il minimo sindacale…

Questa estate… mah… non avevo previsto molto per questa estate, viaggi faraonici o cos’altro… anzi non li volevo proprio… eppure l’unica cosa che davo (troppo) per scontata l’ho fatta scappare… credo di dare troppe cose per scontato… tento di ricordarlo sempre ma poi lo dimentico subito… devo fare un nodo da qualche parte… quando si raggiunge un equilibrio, tanto più se improvviso, può disfarsi tutto in fretta… è meglio prestare attenzione e pesare le parole… e ritorno insofferente e acido come un sedicenne rompicoglioni… scoppio… non tutti si comportano e agiscono come te… prendo appunti… ma per una volta la scusa non scusa più odiosa del mondo la voglio usare anch’io, non lo faccio apposta ad incazzarmi… devo capire come fare apposta a non falro apposta… dovrò calmarmi un po’… e fregarmene anche… e poi lo studio, va bene che è agosto, ma in queste settimane mi ero ripromesso di fare chissà cosa e invece zero… iniziativa di un vegetale e apatia… giusto un po’ di pensieri alla rinfusa perché scrivere è terapeutico… basta ripartire e trovare la voglia di fare qualcosa che non sia dormire, andare al mare e vegetare su internet..

Breve riassunto di un mese di sonnolenza per il blog: Rem a Perugia, mare e mare.

Sarà meglio darsi una mossa… e scrivere meno post inconcludenti.