Il Pd dice no all’elezione di Gaetano Pecorella a giudice costituzionale.
Ci sarebbe dovuta essere una sorta di mediazione. Il Pd avrebbe votato per Pecorella e, in cambio, il Pdl avrebbe votato a favore dell’elezione di Leoluca Orlando a presidente della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai. A quanto pare (fortunatamente!) la mediazione non c’è stata.
I patti col diavolo non si fanno… e pensavo che almeno la fetta cattolica del Pd questo lo sapesse.
Va bene che sei all’opposizione, ma tra il presidente della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai e un giudice costituzionale cos’è che “vale di più”. Ve lo devo spiegare io?
l Pdl è da settimane che si lamenta perché Orlando è dell’Italia dei Valori, è giustizialista, è schierato, è di parte, è antiberlusconiano, ecc ecc. Tutte queste storie “solo” per la vigilanza Rai. Quindi, per coerenza, chi ti propongono questi come giudice costituzionale? PECORELLA! Il difensore di Berlusconi. Ma lo hanno questi un vocabolario? Lo sanno che significa “imparziale”. E il Pd stava pure per abboccare… “Scusa, mi raccogli la saponetta?” “Subito.”
Il bello poi è che essere difensore di Berlusconi è la cosa meno “irrilevante” nel curriculum di Vaccarella. Oltre ad essere attualmente imputato per favoreggiamento in strage, ha avuto anche altri clienti ben più pericolosi… come un certo Nunzio De Falco, detto ‘o lupo. Solo colpe “politiche” senza alcuna rilevanza penale, per carità. Io però come garante della costituzione esigerei qualcuno di meglio.
«De Falco venne condannato nel gennaio 2003 all’ergastolo come mandante di don Peppino Diana. Mentre la sentenza veniva letta in tribunale mi venne da ridere. Una risata che riuscii a contenere lasciando gonfiare le guance. Non potevo resistere all’assurdità che in quell’aula si materializzava. Nunzio De Falco era difeso dall’avvocato Gaetano Pecorella, che era allo stesso tempo presidente della commissione Giustizia della Camera dei Deputati e difensore di uno dei massimi boss del cartello camorristico casalese. Ridevo perché i clan erano così forti da aver persino ribaltato gli assiomi della natura e delle fiabe. Un lupo si faceva difendere da una pecorella. Ma il mio, forse, fu un delirio di stanchezza e un crollo di nervi.» (”Gomora”, pagine 260-261)